Vos quoque, primarie!

Se vogliamo fare i finti tonti accomodiamoci pure. I Ds inventarono le primarie, nome fascinoso, seducente, fragrante di vera democrazia, mutuandolo da un sistema politico ed elettorale opposto al nostro; il solito appropriamento indebito della cultura di sinistra, ma passi. Il vero, autentico scopo del partito era quello di ottenere la convalida corale, ritenuta scontata, dei militanti alle scelte fatte dall’apparato. Non quello di lasciare la scelta alla base o ai simpatizzanti. Oppure facciamo i tonti? Che fosse così, lo riprova e lo dimostra il fatto che il Partito abbia sempre designato il suo preferito o candidato ufficiale, nella convinzione di poter controllare e indirizzare l’esito. Persa la capacità di controllo l’affascinante giocattolo s’è rotto. E i cocci piovono anche nelle stanze degli sponsor. Ovvio che il direttore di Repubblica abbia le paturnie: i conti non gli tornano. Da Occhetto in poi, tutti i Segretari del maggior partito della sinistra non sono mai riusciti a tenere unito e compatto il partito e, di conseguenza avere un reale potere di decisione. Bersani non fa eccezione. L’operazione Pd, poi, ha complicato le cose. Comunque Boni è venuto bono per distrarre l’attenzione. Dagli inciampi di Bersani.